una fibra d'amianto ingrandita

Nel generale e complice silenzio dei mass-media, sia statali che privati, è passata una notizia sconcertante, specie se si pensa alle migliaia di vittime di tumori causati dall'esposizione all'amianto. A Senigallia, tra l'altro, con la bonifica dell'area Sacelit in corso, questi dati dovrebbero far riflettere più che mai. Vista la riabilitazione "commerciale" escogitata dall'Unione Europea, non c'è da illudersi sul fatto che le imprese, grandi o piccole che siano, debbano essere chiamate a rispondere dei pubblici danni arrecati alla salute delle persone e del territorio in cui operano, producendo contemporaneamente profitti privati. Riporto il lancio tratto da Agenzia Redattore Sociale.

Senza troppo clamore, il 25 febbraio scorso la Commissione europea ha fatto approvare agli Stati membri la sua proposta di deroghe per la fabbricazione e l'uso di alcuni componenti industriali contenenti fibre d'amianto crisotilo (quello che era usato dalla Eternit), senza fissare alcuna data limite e con "norme molto elastiche". La denuncia della Confederazione europea dei sindacati (Ces), l'esultanza della lobby guidata dal Canada, secondo paese produttore al mondo, rappresentata in Europa soprattutto da Dow Chemical e Solvay. L'amianto era proibito in Europa dal 2005. Il Parlamento ha ora 6 mesi per la ratifica.

Tratto da Agenzia Redattore Sociale